Incamminandoci verso la Visione

 

PREDICAZIONE DEL 02 Marzo 2025:

 

Pastore Antonio Russo

 

INCAMMINANDOCI VERSO LA VISIONE

 

In questa domenica di culto, riflettiamo sul tema "Incamminandoci verso la Visione", aprendoci alla guida di Dio e seguendo il Suo proposito per la nostra vita. Esistono due tipi di visione: una generale, data alla Chiesa, che si realizza nei quattro passi dell’evangelizzare, del consolidare, del discepolare e dell’inviare, come riportato in Matteo 28:18-20, e una personale, che non contrasta con quella generale, ma ci permette di vedere il bene che Dio vuole operare in noi, chiamandoci non solo a essere benedetti, ma anche a essere una benedizione per gli altri. La visione di Dio trasforma la nostra vita, ci motiva a proseguire e ci allinea alla Sua volontà; non è un semplice metodo, ma il modo divino di operare in noi. Dio desidera che abbiamo chiarezza sulla visione, non come semplice immagine mentale, ma come un progetto preparato per noi. La visione viene ricevuta nella comunione con lo Spirito Santo, pregando affinché ci impartisca la Sua volontà, permettendoci di camminare senza distrazioni. Dio chiamò Abramo, un tempo idolatra, promettendogli, come riportato nella Genesi, benedizioni per sé e la sua discendenza, a condizione che lasciasse la propria terra per seguirlo.

Genesi 12:2-3; 2 Io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai una benedizione. 3 E benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà; e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».

Quindi, nonostante l’età avanzata e la sterilità di Sara, Egli mantenne la promessa, perché Dio è l’Iddio dell’impossibile. Dio mostrò ad Abramo la Sua visione, ma richiedeva fede e obbedienza. Noi, come figli di Abramo, siamo inclusi nella benedizione, perché la promessa non era solo per lui, ma si estendeva a tutte le famiglie della terra. Abramo divenne famoso come padre della fede; da lui nacque il popolo ebraico, così come altri popoli, e spiritualmente ebbe origine la Chiesa, una grande nazione diffusa ovunque, a conferma che quando Dio parla, la Sua parola si compie. Da Abramo nacque Isacco, il figlio della promessa, e da quest'ultimo nacquero Giacobbe ed Esaù, ma la benedizione fu su Giacobbe, che ebbe dodici figli e una figlia, e dalla sua discendenza, attraverso Giuda, nacque il Messia. Così si compì la promessa fatta ad Abramo e Sara, quando Dio dichiarò che la loro discendenza sarebbe stata benedetta e avrebbe portato benedizione a tutte le nazioni. Quindi, come fece con Abramo, Dio ci invita ad abbracciare la Sua visione, ad avere fede e a ubbidire affinché il Suo progetto si realizzi nella nostra vita. Quando comprendiamo la visione divina, camminiamo nella Sua volontà e portiamo frutto per il Suo Regno, perché Dio opera attraverso coloro che scelgono di credere e seguire la Sua chiamata. Dio desidera benedire ogni persona, e per questo Gesù formò dodici uomini, che inizialmente furono discepoli e poi apostoli, termine che significa "mandato". Ognuno ha ricevuto un mandato; per questo, anche noi, iniziando il cammino cristiano, dobbiamo scegliere di diventare discepoli. Essere discepoli non è qualcosa con cui si nasce né che avviene automaticamente alla nuova nascita, ma è una decisione consapevole, perché il discepolo segue e vive gli insegnamenti di Gesù, non limitandosi alla teoria, ma mettendo in pratica la Parola. Ricordiamo che Gesù ha detto che dobbiamo essere non solo uditori, ma anche facitori della Parola. Esiste una differenza tra credenti e discepoli: tutti iniziamo come credenti, ma solo scegliendo di seguire e vivere gli insegnamenti di Gesù diventiamo discepoli. Quando prendiamo questa decisione, il velo viene rimosso dalla nostra mente, cuore e occhi, permettendoci di vedere da una prospettiva divina. Decidere di essere discepoli significa arrendere pienamente la nostra vita a Gesù e imparare a compiere la volontà di Dio. Gesù ha dato un insegnamento importante ai discepoli: credere non basta, è necessario compiere un passo in più.

Giovanni 8:31; 31 Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;

Quindi non è sufficiente frequentare la chiesa per essere dei cristiani, così come entrare in un pollaio non fa di noi galline. Essere discepoli è una scelta personale e radicale: seguire Gesù, obbedire alla Sua volontà e credere nella Sua Parola nonostante le circostanze. La Parola è l'autorità assoluta e nessuno è al di sopra di essa, nemmeno apostoli, profeti, evangelisti, pastori o insegnanti. Gesù fece una promessa ai discepoli e a noi, che la conoscenza della Parola ci avrebbe resi liberi, perché Egli stesso è la Parola:

Giovanni 8:32; 32 conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Questo significa che il credente assapora la verità, mentre il discepolo la vive e non è più schiavo del peccato. Purtroppo, molti credenti non vivono nella libertà perché non hanno mai scelto di diventare discepoli, restando ai margini senza coinvolgersi pienamente con Dio. Questa condizione è a nostro discapito, perché con Dio non esiste separazione dei beni: se gli offriamo la nostra povertà e miseria, Lui ci dona benedizioni, sapienza, rivelazione, guarigione e miracoli. La vita cristiana non dovrebbe essere altalenante, ma crescere costantemente nell'opera di Dio affinché possiamo diventare discepoli e acquisire la visione divina. Un discepolo non è solo qualcuno che ha visioni, ma colui che comprende dove Dio lo vuole condurre, perché Egli ha un progetto per la nostra vita e desidera realizzarlo in noi, un cammino che inizia con la decisione di essere suoi discepoli. La nostra vita cambia quando Dio ci rende uomini e donne di visione, perché il vero discepolo è colui che vede con lo sguardo di Dio. Dio, nella Sua incomparabile creatività, ha creato il mondo con la Sua parola, portando all'esistenza ogni cosa; in Genesi 1 vediamo infatti che parlò e tutto fu creato, ma quando formò l'uomo, guardò sé stesso e disse: “Facciamo l'uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza” (Genesi 1:26). Dio ci ha fatti simili a Lui fornendoci la capacità creativa, la capacità di immaginare e la capacità di guardare al futuro e, se nel presente vediamo circostanze avverse, attraverso queste capacità unite alla fede possiamo vederle trasformate. Dio ha prima avuto una visione di ciò che voleva creare e poi ci ha creati a Sua immagine e somiglianza.

Efesini 2:10; 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo.

Quando l'uomo ha peccato, è passato dalla luce alle tenebre, infatti la Bibbia dice che era morto nei falli e nei peccati (Efesini 2:1). Attraverso la disobbedienza di Adamo, Satana è diventato il principe di questo mondo, ma Gesù, venendo, ha capovolto ogni cosa; noi che eravamo nelle tenebre, rinascendo, siamo stati ricreati nella luce. Siamo nuove creature in Cristo, rinate dall'alto, trasformate spiritualmente e rinnovate, pronte ad essere usate. Come letto nel verso 10 di Efesini, siamo stati creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, ma se non chiediamo allo Spirito Santo di darci visione, non le conosceremo mai. Queste opere non servono per la salvezza, perché siamo salvati per grazia mediante la fede (Efesini 2:8), ma servono per compiere l'opera di Dio. Attraverso le buone opere, Dio allarga la nostra visione e ci mostra il bene che possiamo fare per noi stessi e per gli altri. Quando nasciamo di nuovo, diventiamo esseri eterni, creati per vivere per sempre, perché pur vivendo in un corpo che è solo un involucro, siamo spirito, abbiamo un'anima e dimoriamo in un corpo. Essendo creati a Sua immagine, possediamo la capacità di creare, perché tutto ciò che esiste era già presente nel mondo spirituale prima di concretizzarsi. Non dobbiamo vederci malati, ma guariti per le lividure di Gesù (Isaia 53:5). Non dobbiamo vederci perdenti, ma più che vincitori in Cristo (Romani 8:37). Dobbiamo riconoscerci come una benedizione e vederci come Dio ci vede, con le opere buone che ha preparato per noi, e se non lo siamo ancora, possiamo diventarlo. Dio ci ha progettati per essere una benedizione per gli altri e la Sua visione determina il nostro cammino verso il successo e la benedizione. Nella Bibbia vediamo che Dio sceglie persone per compiere il Suo piano: ha detto ad Abramo "Tu sei una benedizione e sarai una benedizione per gli altri". Coloro che Egli sceglie ricevono la Sua rivelazione, la fanno propria e vi trovano forza; inoltre, Dio non lascia soli i Suoi eletti, ma li affianca ad altre persone, perché il Suo lavoro si svolge in squadra. Mosè e Aronne, Elia ed Eliseo, Paolo e Timoteo erano squadre, così come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo operano in perfetta unità. Anche il matrimonio è una squadra e non deve essere un campo di battaglia, ma un’unità che realizza la visione di Dio. Siamo stati salvati non solo per occupare un posto nella chiesa, ma perché Dio ha un proposito per ciascuno di noi; Egli vuole che entriamo nella Sua visione e la riceviamo nel nostro spirito. Quando affrontiamo difficoltà, dobbiamo credere che Dio ci ha dato un compito da portare a termine e che nulla ci accadrà fino al suo compimento. Durante la tempesta in mare, Paolo ricevette una parola da Dio: sarebbe sopravvissuto insieme a tutti gli altri, e anche se la nave affondò, egli arrivò sano e salvo a Malta. Se c'è un proposito divino, non possiamo morire prima di adempiere la missione che Dio ci ha dato; perciò dobbiamo entrare nella Sua visione e realizzare le opere che ha preparato per noi. Nel Regno di Dio non esiste disoccupazione spirituale, c'è lavoro per tutti; inoltre, nessuno può prendere il nostro posto perché siamo unici e irripetibili. È essenziale passare da semplici credenti a veri discepoli, conoscendo e coltivando la visione di Dio nel nostro cuore. Dobbiamo pregare per la rivelazione e per le opere che Dio ha preparato, inclusa la formazione di altri discepoli. Anche se oggi non li vediamo, dobbiamo pregare con fede affinché Dio ce li mostri e ci guidi nel compiere la Sua opera. Dio ha creato l'uomo con la capacità di avere sogni, visioni e immaginazioni. La nostra immaginazione può essere potente nel bene o nel male, come dimostrato nell'episodio della Torre di Babele.

Genesi 11:6; 6 E l'Eterno disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti la medesima lingua; e questo è quanto essi hanno cominciato a fare; ora nulla impedirà loro di condurre a termine ciò che intendono fare.

Questo mostra come, anche se usata per il male, l'immaginazione abbia un grande potere ma se ci accordiamo per fare il bene, nulla sarà impossibile per noi! Sogni, visioni e immaginazioni sono stati creati da Dio e sono dentro di noi; dobbiamo coltivarli in accordo con le opere che Dio ha preparato per noi. Siamo stati fatti a Sua immagine e somiglianza, e quando Dio ci ha creati, prima ci ha visti: ci vede compiuti, già guariti e benedetti, non malati né falliti. Dobbiamo associarci con Dio e la Sua Parola, immaginando ciò che Egli vuole fare nella nostra vita, poiché vuole darci il meglio, essendo noi Suoi figli e chiamati a rappresentarlo. Tutto ciò che esiste ha avuto origine da una visione che Dio ebbe nel momento in cui ci ha creati. Persino le persone che non conoscono Dio, prima di avere successo, hanno immaginato ciò che volevano realizzare. La catena di ristorazione McDonald's e la Coca-Cola sono state prima immaginate, e solo dopo si sono concretizzate. Si racconta di missionari che hanno predicato in villaggi dell'India dove nessuno conosceva Gesù, eppure la Coca-Cola era già arrivata; questo ci sfida a predicare la Parola di Dio ovunque. La visione è un dono di Dio e dobbiamo lottare per realizzarla, perché essa è la guida che ha spinto leader e forgiatori di destini a superare ogni avversità. Chi ha una visione divina sa che Dio ha preparato un proposito per la sua vita e cammina in esso, superando ogni ostacolo. La visione ci permette di comprendere le opere che Dio ha preparato per noi, perciò dobbiamo pregare chiedendo allo Spirito Santo di rivelarci quali sono le opere preparate per noi oggi. Quando siamo nel nostro tempo di devozione alla presenza del Padre, Egli inizierà a dirci che incontreremo una persona con un problema serio e che dobbiamo pregare nel nome di Gesù, perché ci ha unti per guarire i malati e parlare loro della Sua Parola. Improvvisamente incontreremo quella persona e le daremo questa parola di rivelazione che sconvolgerà la sua vita, così iniziamo a vederci come persone che compiono le opere di Dio, benedicendo gli altri anche con una semplice parola. Per avere successo, dobbiamo sposare la visione della Chiesa e quella di Dio per la nostra vita, poiché essa ci permetterà di avere un'immagine chiara di ciò che Dio vuole che facciamo e di ciò che Egli vuole che siamo; siamo Suoi figli, comprati a caro prezzo, riscattati dal sangue di Gesù.

Che cos'è la visione? È l'idea creativa di Dio, che riceviamo attraverso la fede, entrando nel piano spirituale e realizzandola nel naturale con la guida dello Spirito Santo, affinché tutti sappiano ciò che Dio vuole fare in noi, per noi e attraverso di noi!

 

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